La psicologia positiva di Martin Seligman

La psicologia positiva di Martin Seligman

Martin Seligman è un famoso psicologo americano che ha sviluppato la psicologia positiva, disciplina che studia come migliorare il benessere personale http://www.authentichappiness.sas.upenn.edu. Questo articolo è basato sui sue due libri “La costruzione della felicità” pubblicato in Italia nel 2003 e “Fai fiorire la tua vita” pubblicato in Italia nel 2012.

La costruzione della felicità

Seligman cita varie ricerche secondo cui le persone che provano emozioni positive vivono più a lungo e in migliori condizioni di salute, e hanno relazioni interpersonali e risultati professionali migliori della media.

Secondo Seligman “La felicità autentica consiste nel provare emozioni positive riguardo al passato e al futuro, nell’assaporare sensazioni positive derivanti dai tanti piaceri dell’esistenza, nel trarre abbondante gratificazione dalle proprie potenzialità personali e nell’usare tale potenzialità al servizio di qualcosa di più grande per ottenere senso.” 330 (in questo paragrafo i numeri si riferiscono alle pagine del libro pubblicato in italiano). In questo libro, per Seligman, felicità e benessere sono sinonimi 327.

Le cause della felicità sono riassumibili nella formula:

  • Livello permanente di felicità = felicità costituzionale + circostanze della nostra vita + fattori sotto il nostro controllo (valutazione del passato, aspettative sul futuro, piaceri e gratificazioni).

Vediamoli uno per uno:

  • Felicità costituzionale: ognuno di noi ha un livello permanente di felicità che è ereditario. Questo elemento pesa per circa il 50% del nostro livello complessivo di felicità. Su questo fattore non possiamo fare niente 57.
  • Circostanze della nostra vita: secondo Seligman incidono intorno al 10% del nostro livello complessivo di felicità. Tendono ad avere un livello di felicità maggiore le persone che vivono in un paese democratico e ricco (elemento molto importante), hanno avuto la fortuna di non vivere emozioni ed eventi negativi significativi (influenza moderata), sono religiose (influenza moderata). Altre situazioni che sono collegate alla felicità sembrano essere il matrimonio e l’avere una ricca rete di rapporti sociali 74 e 75.
  • Fattori sotto il nostro controllo: i più importanti sono:
  • la nostra valutazione del passato, che è influenzata dalla nostra capacità di provare gratitudine e di perdonare 76 – 100,
  • il nostro ottimismo davanti al futuro, che dipende dallo stile di attribuzione personale 103 – 126, che ho descritto in dettaglio in questo articolo
  • la nostra felicità nel presente, che dipende dai piaceri e dalle gratificazioni. I piaceri sono “sensazioni gradevoli che hanno chiare componenti sensoriali e forte componente emotiva quali ad esempio gioia, eccitazione, orgasmo, beatitudine, allegria, esuberanza, benessere. I piaceri sono fugaci, effimeri [perché il nostro organismo tende ad assuefarsi ad essi 131], e richiedono un’attività di pensiero minimo nulla.” 127. È molto importante perciò imparare a gustarli (questo non è facile specialmente nella vita moderna in cui siamo sempre di fretta 132) e distribuirli nel tempo, individuando per ogni piacere l’intervallo ottimale che scongiura l’assuefazione 132. Le gratificazioni “sono attività [diverse dai piaceri] che ci fa molto piacere praticare, che ci impegnano a fondo, che ci prendono totalmente, facendoci perdere la consapevolezza di noi stessi. Il piacere di conversare con qualcuno con cui ci sentiamo davvero in sintonia, di fare un’escursione in montagna, di leggere un buon libro, di ballare, di praticare il nostro sport preferito, sono tutti esempi di attività in cui per noi il tempo si ferma, le nostre capacità sono all’altezza della situazione e noi entriamo in contatto con le nostre potenzialità. Le gratificazioni durano più a lungo dei piaceri, richiedono un’attività di pensiero e interpretazione non indifferente, non procurano facilmente assuefazione, e sono sostenute dalle nostre potenzialità e virtù.” 127.

Per questi motivi secondo Seligman è molto importante sviluppare le proprie potenzialità personali, la cui applicazione ci permette di provare gratificazioni. Seligman ne elenca 24, ricavate da uno studio di 200 testi antichi tra cui la Bibbia, il Corano, le Upanishad, gli scritti di Aristotele, Platone, San Tommaso, Sant’Agostino, Benjamin Franklin, etc.

  • curiosità
  • amore per il sapere
  • discernimento
  • ingegnosità
  • intelligenza sociale
  • lungimiranza
  • valore
  • perseveranza
  • integrità
  • cordialità
  • amore
  • senso civico
  • imparzialità
  • leadership
  • autocontrollo
  • prudenza
  • umiltà
  • capacità di apprezzare la bellezza
  • gratitudine
  • speranza
  • spiritualità
  • capacità di perdonare
  • senso dell’umorismo
  • vitalità.

Riassumendo, Seligman sostiene che per aumentare stabilmente il nostro livello di felicità (in quel 40% su cui possiamo influire) dobbiamo:

  • ‘fare la pace’ col nostro passato, se ci provoca ancora dolore o insoddisfazione
  • diventare più ottimisti modificando il nostro stile di attribuzione (vedi la tecnica ABC descritta in questo articolo)
  • godere dei piaceri della vita evitando l’assuefazione
  • svolgere attività e inserirci in relazioni e contesti per noi gratificanti, vale a dire dove possiamo mettere a frutto le potenzialità che abbiamo maggiormente sviluppato. Seligman cita il lavoro, i rapporti affettivi e i rapporti con i figli
  • utilizzare le nostre potenzialità al servizio di qualcosa che crediamo essere più grande di noi quali ad esempio una religione, un partito politico, la famiglia, i boyscout, etc. (329; su questo aspetto vedi anche il primo capitolo di “Fai fiorire la tua vita”).

Una valutazione

  • Nella sua teoria della felicità Seligman ignora tutti i contributi della psicologia moderna, perché, dice, la psicologia moderna, negli anni successivi alla seconda guerra mondiale (vedi per un dettaglio questo articolo), si è preoccupata soprattutto di curare le malattie mentali 24, mentre la psicologia del benessere si occupa di prevenire promuovendo lo sviluppo delle potenzialità personali 33. In realtà anche gli studiosi che lavorano con persone che hanno problemi psicologici hanno alla base del loro agire teorie del benessere personale. In più anche altri studiosi, quali ad esempio Abraham Maslow, Carl Rogers, Eric Fromm hanno studiato il benessere personale. Un altro studioso che non compare mai nel testo di Seligman è Albert Bandura, che pure ha studiato un concetto, l’autoefficacia, strettamente collegato all’ottimismo e di cui ho parlato in questo articolo. Una notazione interessante è che secondo Seligman lo sviluppo delle potenzialità personali è utile anche con pazienti che hanno problemi psicologici significativi 34.
  • La lista delle potenzialità non ha alcun valore oggettivo. Alcune delle potenzialità indicate, quali ad esempio valore e prudenza, hanno oggi scarso significato.
  • Le indicazioni per migliorare il proprio livello di felicità sono scontate, in particolare quella di godere dei piaceri della vita, di svolgere attività o inserirci in relazioni e contesti per noi gratificanti, di seguire un ideale.
  • Nell’altro libro “Imparare l’ottimismo” (descritto in dettaglio in questo articolo) vivere più a lungo e ottenere buoni risultati nei vari ambiti di vita era il risultato di uno stile di attribuzione ottimista. In questo libro invece longevità e buoni risultati vengono attribuiti allo sperimentare emozioni positive; mentre l’ottimismo è solo una delle 24 potenzialità. Non è chiaro se anche le altre 23 potenzialità possano garantire gli stessi risultati.
  • Il libro è molto filosofico e assai poco operativo; vengono indicati solo un paio di esercizi per migliorarsi.

Fai fiorire la tua vita

In questo libro (di cui ampi stralci in inglese sono riportati sul sito http://www.authentichappiness.sas.upenn.edu) Seligman rivede la sua teoria della felicità (qui di seguito, i numeri si riferiscono ai capitoli del libro) e dedica il suo studio non più alla felicità ma al benessere psicologico. Il benessere psicologico è causato da cinque elementi:

  • provare emozioni positive
  • impegnarsi utilizzando le proprie potenzialità e ottenendo risultati positivi.
  • seguire un ideale (una religione, la patria) e in questo modo attribuire un senso nella nostra vita
  • ottenere risultati, qualunque sia l’obiettivo prescelto
  • godere di relazioni positive con altre persone.

Secondo Seligman “La salute mentale è caratterizzata dalla presenza: la presenza di emozioni positive, la presenza di impegno, la presenza di significato, la presenza di buone relazioni, la presenza di risultati. Essere in un buon stato di salute mentale non significa semplicemente non avere disturbi, piuttosto significa svilupparsi da un punto di vista personale. Questo è l’opposto di quanto sostenuto da Sigmund Freud secondo cui la salute mentale consiste nell’assenza di malattia mentale.” (capitolo 9, modificato).

Come si vede, in questo libro Seligman riformula l’obiettivo della psicologia positiva e, rispetto al libro precedente, aggiunge i punti 4 e 5 fra le cause come elementi a sé stanti.

Anche in questo libro, Seligman descrive una serie di progetti che ha svolto/sta svolgendo con:

  • varie scuole in tutto il mondo (Penn Resiliency Program)
  • la Geelong Grammar School in Australia
  • l’esercito americano impegnato in Afghanistan e Iraq.

Seligman descrive inoltre una serie di ricerche che provano che (capitolo 9):

  • l’ottimismo previene i disturbi cardiovascolari
  • le emozioni positive riducono raffreddore, influenza, e probabilmente anche l’incidenza di altre malattie infettive
  • l’ottimismo potrebbe ridurre lo sviluppo del cancro, anche se finora non è stato provato in maniera definitiva
  • le persone che si trovano in stato di benessere psicologico hanno in generale tassi di mortalità più bassi
  • le persone malate che si trovano in uno stato di benessere psicologico hanno tassi di mortalità più bassi rispetto a persone nelle medesime condizioni che sono pessimiste o depresse.

Seligman elenca una serie di possibili motivi per cui le persone ottimiste hanno tassi di mortalità più bassi:

  • le persone ottimiste hanno stili di vita più salutari e seguono maggiormente le indicazioni del medico e dei media
  • le persone ottimiste hanno reti sociali migliori e questo riduce la disabilità legata all’età
  • l’azione di meccanismi biologici dovuti A. al miglior funzionamento del sistema immunitario, in particolare le persone ottimiste hanno un maggior numero di linfociti di tipo T (cellule che combattono le infezioni); B. Ottimismo e benessere fisico potrebbero dipendere dagli stessi geni; C. Gli ottimisti hanno una reazione meno dannosa allo stress (ad esempio minori livello di cortisolo e fibrinogeno) D. Le persone ottimiste hanno un numero di aritmie cardiache più ridotte.

In concreto, quali sono gli esercizi utilizzati da Seligman per promuovere il benessere psicologico? Vediamo alcuni esempi ripresi dal libro.

1. La visita di gratitudine. Chiudi gli occhi e richiama alla mente qualcuno che anni fa ha fatto o detto qualcosa che ha cambiato la tua vita per il meglio. Scrivigli una lettera di gratitudine e consegnagliela di persona (capitolo 2).

2. Tre benedizioni (Diario della gratitudine). Ogni sera prima di andare a dormire scrivi tre cose che sono andate bene durante la giornata e spiega i motivi per cui questo è accaduto (capitolo 2).

3. Usa le tue potenzialità. Il libro contiene in appendice un test (VIA Values in Action Signature Test; una versione più estesa è disponibile sul sito www.authentichappiness.org ) che permette di identificare le proprie potenzialità. Una volta che le hai identificate praticane una o più nelle tue attività quotidiane (capitolo 2).

4. Psicoterapia positiva. Il libro contiene un esempio di un percorso di psicoterapia positiva indirizzata a pazienti depressi (capitolo 2). Nell’elenco che segue i numeri indicano gli incontri con il terapeuta.

  1. Il cliente scrive una “introduzione positiva” dove racconta una storia dove ha dato buona prova di sé.
  2. il cliente identifica quali potenzialità ha utilizzato nella storia descritta nell’esercizio precedente e racconta altre situazioni in cui le sue potenzialità l’hanno aiutato. A casa compila il questionario VIA.
  3. Il cliente identifica situazioni specifiche in cui le proprie potenzialità possono favorire l’ottenimento di piacere, impegno, significato. A casa il cliente compila ogni giorno il Dario delle benedizioni descritto sopra.
  4. Il cliente riflette sull’importanza dei ricordi positivi e negativi nel mantenere la depressione. A casa il cliente descrive i propri sentimenti di rabbia e amarezza e come questi possono alimentare la sua depressione.
  5. Il cliente riflette sull’importanza del perdono. A casa il cliente scrive una lettera descrivendo un torto che ha subito e promette di perdonare la persona che gliel’ha fatto; tuttavia la lettera non sarà consegnata.
  6. Il cliente riflette sull’importanza della gratitudine. A casa scrive una lettera a qualcuno che finora non ha mai ringraziato in maniera appropriata e gliela consegnerà di persona.
  7. Il cliente riflette sull’importanza di sviluppare emozioni positive attraverso la scrittura del Diario delle benedizioni e l’uso delle potenzialità.
  8. Il cliente riflette sul fatto che volere abbastanza aiuta il benessere maggiormente di volere il massimo. A casa il cliente individua modalità per ottenere abbastanza dal partner e in altri contesti di vita e mette a punto un piano per migliorare il proprio livello di soddisfazione.
  9. Il cliente riflette su ottimismo e speranza, utilizzando l’esercizio ABC descritto in questo articolo.
  10. Il cliente è invitato individuare le potenzialità di altre persone significative e impara Congratularsi con qualcuno che racconta un proprio successo (questa tecnica è descritta in dettaglio nel capitolo 3, ed è riassunta più in basso in questo articolo). A casa il cliente organizza un evento che celebra le proprie potenzialità e quelle di altre persone per lui significative.
  11. Il cliente riflette su come identificare le potenzialità dei membri della propria famiglia e come si sono formate le proprie potenzialità. A casa il cliente chiede ai familiari di compilare il questionario VIA e poi disegna un albero che include le potenzialità di tutti i membri della famiglia.
  12. Al cliente viene insegnata la tecnica dell’assaporamento per incrementare l’intensità e la durata delle emozioni positive e riceve una descrizione dettagliata di questa tecnica. A casa il cliente pianifica attività piacevoli e le sperimenta.
  13. Il cliente prepara l’attività da svolgere a casa. A casa il cliente deve donare a qualcuno una parte del proprio tempo per fare qualcosa che richiede un ammontare di tempo significativo e che gli permette di utilizzare le proprie potenzialità.
  14. Il cliente discute come integrare piacere, impegno e significato.

5. Intervento presso la Geelong Grammar School (capitolo 5). Gli studenti:

  • scrivono episodi che gli sono accaduti dove hanno ottenuto ottimi risultati e da queste identificano i propri potenzialità.
  • intervistano i familiari per disegnare un albero di famiglia delle potenzialità
  • imparano come usare le proprie potenzialità per affrontare situazioni complicate
  • sviluppano una potenzialità che non si trova fra le cinque maggiormente sviluppate
  • imparano ad assaporare memorie positive
  • scrivono il Diario delle benedizioni
  • ringraziano persone da cui hanno ricevuto del bene
  • imparano a congratularsi con qualcuno che racconta un proprio successo
  • imparano il modello ABC (descritto in dettaglio in questo articolo)
  • applicano i concetti appresi nelle lezioni ordinarie, ad esempio identificano le potenzialità dei personaggi del ‘King Lear’ di Shakespeare; identificano l’ideazione pessimista dei protagonisti dei romanzi ‘Morte di un commesso viaggiatore’ di Arthur Miller e de ‘La metamorfosi’ di Kafka; scrivono composizioni su episodi della propria vita in cui sono stati utili agli altri; discutono la relazione fra etica e piacere, e, basandosi su una serie di citazioni, su cosa dà senso alla vita; discutono possibili indicatori di benessere a livello nazionale; iniziano la giornata raccontandosi cosa è andato bene il giorno precedente; identificano le potenzialità dei compagni, etc.

6. Intervento presso l’esercito americano (capitoli 7 e 8):

  • viene sviluppato il GAT Global Assessment Tool, un questionario che misura il benessere psichico e sociale dei soldati in quattro ambiti: emotivo, sociale, familiare, spirituale
  • vengono sviluppati quattro moduli formativi a distanza a cui i soldati partecipano sulla base dei risultati ottenuti al test precedente, più un corso sulla crescita post-traumatica, cioè sulla crescita personale che può seguire alla sperimentazione di eventi traumatici in combattimento. Il corso sulla crescita post-traumatica è focalizzato su cinque elementi che possono promuoverla: capire la risposta immediata al trauma, tecniche per ridurre l’ansia, condivisione della propria condizione, sviluppo di una narrazione riguardo al trauma, attribuzione di senso alla propria esperienza (che cosa mi ha insegnato / come mi ha cambiato).
  • vengono formati alcune centinaia di ufficiali che agiscono come formatori dei propri soldati sul tema della resilienza, attraverso un corso di otto giorni. Il contenuto del corso è impostato su tre temi principali: migliorare le credenze personali, identificare e sviluppare le proprie potenzialità, migliorare le proprie relazioni con colleghi e familiari.
    • il tema migliorare le credenze personali viene sviluppato insegnando il modello ABC, le trappole mentali quali ad esempio le generalizzazioni; gli iceberg, vale a dire le credenze che soffocano le nostre reazioni emotive, quali ad esempio “chiedere aiuto è un segnale di debolezza”; il pensiero catastrofico (un’applicazione del modello ABC). Si insegna a combattere le credenze catastrofiche in tempo reale attraverso tre strategie: raccogliere evidenze, usare l’ottimismo, mettere gli accadimenti in prospettiva. Durante il corso gli ufficiali tengono un Diario della gratitudine.
    • il tema identificare e sviluppare le proprie potenzialità viene sviluppato somministrando il questionario VIA e discutendo in classe i risultati di ciascuno. Ogni ufficiale presenta un esempio in cui ha dimostrato le proprie potenzialità preso dalla propria esperienza in combattimento, e poi successivamente scrive altri esempi.
    • il tema migliorare le proprie relazioni con colleghi familiari viene sviluppato insegnando a congratularsi con qualcuno che racconta un proprio successo, congratularsi con qualcuno che ha fatto qualcosa bene, comunicare in maniera assertiva (queste tecniche sono tutte descritte più in basso) e facendole acquisire con role playing.

7. Congratularsi con qualcuno che racconta un proprio successo: i terapeuti di coppia di solito insegnano a litigare meglio. La psicologia positiva invece insegna a migliorare ulteriormente una relazione che già buona. Seligman cita un lavoro di una studiosa americana secondo cui ci sono quattro modi di dare un feedback a qualcuno che ci racconta un proprio successo (capitolo 3):

  • Attivo e costruttivo: ci si congratula con la persona e si chiedono una serie di dettagli. Esempio: “Al lavoro ho ricevuto una promozione!” “Complimenti! Che bella notizia. Sono così orgoglioso di te. So che per te le promozioni sono importanti! Poi raccontarmi in dettaglio come è andata? Cosa stavi facendo quando te l’hanno detto? E che cosa ti hanno detto esattamente? E che reazione hai avuto?” Comunicazione non verbale: mantenere il contatto oculare, mostrare un’emozione positiva attraverso ad esempio un sorriso sincero e un contatto fisico.
  • Passivo e costruttivo: “Complimenti, te lo sei meritato.” Comunicazione non verbale: nessuna o limitata espressione di emozioni.
  • Attivo e distruttivo: “Così adesso avrei molta più responsabilità. Starai al lavoro ancora più di quanto ci stai adesso?” Comunicazione non verbale: mostrare emozioni negative tramite l’espressione del volto.
  • Passivo distruttivo: “Che cosa vuoi mangiare oggi?” Comunicazione non verbale: nessun contatto oculare, girarsi di schiena, lasciare la stanza.

8. Congratularsi con qualcuno che ha fatto qualcosa bene: invece di dire semplicemente “Bravo!” è utile congratularsi descrivendo qual è la capacità dimostrata dalla persona per ottenere il risultato.

9. Comunicare in maniera assertiva. Seligman illustra un modello fatto di cinque passi:

  • identificare e capire la situazione
  • descrivere la situazione in maniera oggettiva e dettagliata
  • esprimere la propria preoccupazione
  • chiedere all’altro il suo punto di vista e di lavorare assieme per un cambiamento accettabile per entrambi
  • elencare i possibili benefici del punto precedente.

Una valutazione

  • Anche in questo libro Seligman evita di citare tutti quegli studiosi che, da un punto di vista teorico, hanno approfondito il concetto di benessere e spiegato come svilupparlo. Questa strategia può essere spiegata con la volontà di Seligman di creare un proprio marchio di mercato “Psicologia positiva” (sia per gli studiosi che per potenziali utilizzatori), ma questa strategia non è accettabile da un punto di vista scientifico e presenta alcuni limiti, fra cui quello spiegato al punto successivo.
  • In questo libro Seligman spiega in dettaglio i risultati delle proprie attività, misurati in maniera rigorosa. Ma al contrario non spiega da un punto di vista teorico perché fa fare ai propri utenti/clienti determinate attività (alcune sono state descritte sopra) e per quali motivi teorici tali attività danno risultati positivi. Ad esempio molti esercizi proposti da Seligman sviluppano abilità sociali (life skills) attraverso esperienze dirette (nell’intervento con la Geelong Grammar School le attività 2, 3, 4, 7, 8), perciò secondo la teoria di Bandura migliorano il senso di autoefficacia (in quanto esperienze dirette) e secondo la teoria degli stili di attribuzione sviluppata dallo stesso Seligman ‘spostano’ lo stile di attribuzione verso l’ottimismo. Altri esercizi ugualmente sono volti a modificare lo stile di attribuzione ma utilizzano l’approccio della terapia cognitiva (ogni volta che si ricorre al modello ABC). Altri esercizi (ad esempio il Diario delle benedizioni, l’esame dei risultati dei test VIA e gli altri esercizi centrati sull’esplicitazione e messa in atto delle potenzialità personali) creano un’attenzione selettiva verso eventi e capacità personali positive, in modo da bilanciare l’attenzione selettiva verso eventi negativi tipica delle persone demotivate e/o depresse. Seligman tuttavia evita di esplicitare tali basi teoriche, probabilmente perché questo toglierebbe originalità e esclusività al suo marchio. La mancanza di un solido ancoraggio a una o più teorie psicologiche è quello che contraddistingue i tanti manuali New Age scritti da studiosi improvvisati.
  • “Sono stato parte di un fondamentale cambiamento di paradigma in psicologia, chiamato psicologia positiva, un movimento professionale e scientifico. Nel 1998, in qualità di Presidente dell’APA American Psychological Association, ho suggerito alla psicologia di aggiungere ai propri obiettivi un ulteriore obiettivo: esplorare cosa rende la vita degna di essere vissuta e sviluppare le condizioni per far sì che lo sia” (dalla Prefazione). Questa affermazione suona molto pretenziosa. L’orientamento della psicologia verso il benessere e la prevenzione non l’ha inventato Seligman, vedi gli studiosi citati nel commento all’altro articolo. Gli ‘ingredienti’ della psicologia positiva non sembrano, almeno oggi, così innovativi. Troviamo semplicemente un po’ di formazione alle abilità sociali e un po’ di attività sugli stili di attribuzione, ispirate alla terapia cognitiva, entrambe ose già viste e acquisite. “Imparare l’ottimismo” forniva una nuova prospettiva teorica, mentre il valore teorico dei due libri recensiti in questo articolo è assai limitato. Il valore di questi due libri sta semmai nel raccontare una serie di esperienze che, attraverso rigorosi disegni sperimentali, mostrano come attività che migliorano le abilità sociali e gli stili di attribuzione sono efficaci e modificano variabili quali salute e stili di vita. Un altro elemento positivo è la presentazione di una serie di studi fatti da altri i cui risultati sono coerenti con quelli di Seligman. Peccato che manchi Bandura e tutti gli studi basati sull’autoefficacia, i cui risultati sono sovrapponibili a quelli degli studi citati da Seligman.
  • Il concetto e le determinanti di benessere psicologico rimangono generiche. Manca una definizione di benessere. In più, non è chiaro come si influenzino gli uni e come possano integrarsi. Ad esempio se per arrivare e mantenere uno stato di benessere tutti i cinque elementi devono superare un livello minimo oppure siano sufficienti solo alcuni.

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Collocato sul sito il 16 maggio 2013, ultima modifica 16 maggio 2013. Articolo contenuto sul sito www.orientamento.it. Autore © Leonardo Evangelista. L’articolo rispecchia le opinioni dell’autore al momento dell’ultima modifica. Vedi le indicazioni relative a Informativa Privacy, cookie policy e Copyright.

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