La prossima regolamentazione del bilancio di competenze in Italia?

La prossima regolamentazione del bilancio di competenze in Italia?

Nel luglio 2008 ISFOL ha prodotto un Documento Tecnico sul bilancio di competenze (ISFOL 2008) contenente una serie di linee guida che potranno diventare vincolanti per tutti gli operatori e le organizzazioni che erogano bilanci di competenze e più in generale servizi di orientamento; uno degli obiettivi del Documento è infatti: ‘promuovere una politica di orientamento, in stretto raccordo con le politiche formative e del lavoro, prefigurando un’azione di governance per lo sviluppo di un sistema di qualità’ e uno dei significati del termine ‘Governance’ è ‘l’applicazione di norme e leggi da parte dell’Autorità di governo.’ Voglio evidenziare che si tratta di un documento di lavoro e che il mio commento si riferisce alla versione del luglio 2008. La versione ottobre 2008 è scaricabile da questo link isfol_bilancio_competenze

Lo scopo di questo articolo è presentare i punti principali del Documento del luglio 2008, che prefigura una messa a regime del bilancio di competenze in Italia secondo il modello francese, e promuovere un dibattito tra gli operatori e le organizzazioni che saranno interessate dall’applicazione delle linee guida (è possibile inserire un commento dal link in fondo alla pagina).

I punti principali del Documento sono i seguenti:

  1. Il bilancio di competenze viene definito come servizio a se stante, distinto dagli altri servizi di orientamento.
  2. Le attività di bilancio devono essere svolte solo da Centri di Bilanci accreditati (pp. 7-9)
  3. La durata di un percorso di bilancio deve andare da un minimo di 16 a un massimo di 24 ore (incluse le attività che il cliente svolge autonomamente) da realizzarsi in due mesi. Possono essere svolte anche laboratori di gruppo, in ogni caso sono obbligatori almeno 4 colloqui individuali (p.10)
  4. le attività denominate bilancio di competenze devono essere svolte da un’equipe composta da almeno tre figure: il consulente di bilancio, l’operatore dell’informazione e il responsabile della sede (p.12). Qualora vengano somministrati dei test è previsto l’intervento di uno psicologo (p.33)
  5. Gli operatori dell’equipe di bilancio, inclusi coloro che già svolgono attività di bilancio (p.20) saranno formati presso una ‘Scuola di formazione per i professionisti dell’equipe di bilancio di competenze’ con sede legale presso l’ISFOL di Benevento (p.14), attraverso un master di 1500 ore (p.21)
  6. Sarà costituito un Centro risorse nazionale dedicato al bilancio di competenze (p.22)

Un mio primo commento:

1. Ho delle perplessità sulla promozione in Italia del bilancio di competenze come servizio a se stante, che ritengo dovuta a una serie di malintesi su natura e obiettivi del bilan de competences francese (vedi Evangelista 2008a).

2. In una ottica di miglioramento della qualità del sistema dell’orientamento in Italia era meglio mettere a punto linee guida per lo svolgimento dell’attività di consulenza di orientamento tout court, piuttosto che per un servizio (il bilancio di competenze) che viene svolto con una quota marginale (nella mia esperienza intorno al 5%) delle persone in consulenza.

3. Rifacendosi al modello francese, le linee guida prevedono lo svolgimento del bilancio da parte di due distinte figure professionali, una specializzata nella gestione e trasmissione di informazioni, e l’altra nella gestione del colloquio. Si tratta di una suddivisione che ci riporta a una realtà antica in cui i servizi di orientamento erano poco sviluppati e la consulenza di orientamento veniva svolta occasionalmente da figure formate per altri compiti e che proprio per questo possedevano solo una parte di tutte le competenze richieste per lo svolgimento di attività di orientamento. Tale arretratezza è stata cristallizzata dalla legge francese sul bilancio (che risale al 1991, cioè a oltre 15 anni fa). Gli operatori che svolgono attività di consulenza orientativa sanno che per la buona conduzione del colloquio è necessario saper, NELLO STESSO MOMENTO, gestire la relazione col cliente, valutare la fattibilità dei suoi progetti professionali e fornire le informazioni per la loro messa a punto. La proposta di due profili sembra ignorare del tutto che in Italia e in Europa, proprio per questa necessità, da anni si è sviluppata la figura del consulente di orientamento (conseiller d’orientation in Francia, career adviser o career counselor nei paesi anglosassoni). Per un approfondimento su questo punto vedi Evangelista 2008a. Le migliaia di operatori italiani che sono in grado sia di gestire il colloquio che di erogare informazioni come dovranno comportarsi in un bilancio strutturato secondo queste linee guida? Dovranno rinviare il cliente al collega ‘operatore dell’informazione’ anche se hanno già le informazioni che servono al cliente?

4. Il Documento non pone come elementi discriminanti per l’accreditamento delle strutture abilitate a svolgere il bilancio due elementi che nella mia esperienza sono fondamentali per lo svolgimento di bilanci di buona qualità: 1. la possibilità di svolgere tirocini orientativi (cioè brevi esperienze lavorative in affiancamento a persone che svolgono una determinata attività di interesse per la persona in bilancio) e interviste informative (cioè interviste con interlocutori che conoscono in maniera approfondita le professioni o i settori professionali di interesse per la persona in bilancio) e 2. l’accompagnamento del cliente impegnato nella messa in atto del progetto professionale. Il primo punto mi sembra addirittura ignorato, il secondo viene considerato facoltativo (‘se l’organizzazione della struttura lo consente’). Al contrario buona parte degli altri requisiti sembra secondaria o scontata (ad esempio che la struttura disponga di un luogo riservato alla gestione dei colloqui individuali o di un proprio sito internet (p.8).

5. Con riferimento agli operatori il Documento propone un sistema di assicurazione di qualità basato sul titolo di studio. Si considereranno cioè competenti (e così abilitati allo svolgimento del bilancio di competenze) quegli operatori in possesso del titolo di studio prescritto, in questo caso il master di 1500 ore. Si tratta di un sistema indiretto e perciò poco efficace: ‘Se hai il titolo di studio prescritto allora PROBABILMENTE sarai in grado di svolgere bene il bilancio di competenze’. Oltre a essere poco efficace nell’assicurare che i servizi siano svolti da operatori competenti, questa impostazione ha altri due punti deboli: 1. proviamo a immaginare il tempo e il costo di una soluzione di questo tipo applicata alle diverse migliaia di operatori (5.000?) che in Italia svolgono consulenza di orientamento, anche ammettendo la possibilità (così a pp.14 e 15) di crediti formativi e che i corsi possano svolgersi non a Benevento, ma nelle diverse regioni italiane. 2. i sistemi basati sul conseguimento di un titolo di studio costringono a un dispendio di tempo e denaro anche quegli operatori che non avrebbero bisogno di conseguire un titolo di studio perché già lavorano secondo lo standard desiderato. Quando come nel nostro caso si vuole accreditare persone che già svolgono una determinata attività (la Scuola è indirizzata prioritariamente ai ‘professionisti già impegnati nella pratica del bilancio’ p.20), c’è un sistema migliore, che è quello basato sull’analisi della performance, mediato dal NVQ britannico. (Evangelista 2008b, Di Francesco 1997) ‘Ti riconosco competente se mi dimostri che sai effettivamente svolgere le principali attività che caratterizzano il bilancio.’ Con questo approccio la competenza dell’operatore può essere verificata in maniera più efficace e più rapida rispetto al corso di 1500 ore attraverso una combinazione delle seguenti evidenze: (Evangelista 2006, 2008d)

  1. l’osservazione dell’operatore durante lo svolgimento di un reale bilancio di competenze,
  2. simulazioni di compiti e situazioni lavorative,
  3. la discussione di case studies,
  4. testimonianze dei colleghi e dei supervisori,
  5. l’esame di documentazione prodotta da operatore e cliente durante lo svolgimento del bilancio
  6. l’esame del percorso formativo e professionale pregresso.

6. Secondo il Documento uno dei nodi da sciogliere è se la Scuola deve essere aperta a tutti o a numero chiuso (p. 20). Se la possibilità di conseguire il titolo di studio prescritto per lo svolgimento dell’attività di bilancio di competenze non viene data a tutti coloro che già adesso lo svolgono (molti dei quali già adesso lo svolgono secondo lo standard desiderato), l’applicazione delle linee guida creerà artificiosamente una riserva protetta per un certo numero di privilegiati.

7. Lo svolgimento del bilancio di competenze per fattori (quello descritto dalle linee guida, che possiamo definire come un percorso che permette di mettere a punto un progetto professionale attraverso l’analisi sistematica delle caratteristiche personali, condotta con l’utilizzo di materiali strutturati quali test e/o schede di autoanalisi. -Evangelista 2008c) è più semplice dello svolgimento di colloqui di consulenza di orientamento senza l’utilizzo di materiali strutturati (Evangelista 2008a). Un effetto paradossale delle linee guida è che operatori capaci di svolgere una attività più complessa (colloqui di consulenza senza l’utilizzo di materiali strutturati) se non abilitati non potranno svolgere una attività più semplice e che hanno svolto finora (il bilancio di competenze), pur continuando a svolgere l’attività più complessa.

 

Bibliografia

Di Francesco (a cura di) (1997) Unità capitalizzabili e crediti formativi –Metodologie e strumenti di lavoro, MIlano: Franco Angeli

Evangelista L. (2006) Le competenze. Cosa sono, come rilevarle, come si utilizzano nell’orientamento.

Evangelista L.(2008a) Bilancio di competenze e orientamento.

Evangelista L. (2008b) Alla ricerca della competenza.

Evangelista L. (2008c) Cos’è il bilancio di competenze?

Evangelista L. (2008d) Accreditamento degli operatori di orientamento col sistema EAF Accreditation Framework for the European Career Guidance Practitioners.

ISFOL Area Politiche Per L’orientamento (2008) Documento tecnico sul Bilancio di Competenze, dattiloscritto non pubblicato

Collocato sul sito il 31 ottobre 2008, ultima modifica 31 ottobre 2008. Articolo contenuto sul sito www.orientamento.it. Autore © Leonardo Evangelista. L’articolo rispecchia le opinioni dell’autore al momento dell’ultima modifica. Vedi le indicazioni relative a Informativa Privacy, cookie policy e Copyright.

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