DM 166/2001 e Legge Biagi: i rischi per l’orientamento

DM 166/2001 e Legge Biagi: i rischi per l’orientamento

Una storia vera: una consulente di orientamento ha fatto un progetto per avviare un Centro per l’impiego. Dopo alcuni mesi il funzionario provinciale la chiama:

  • Salve, volevo dirle che finalmente abbiamo aperto il Centro.
  • Ottimo, e quale sede avete scelto alla fine?
  • E il funzionario: L’abbiamo aperto all’interno della sede del CEPU.

A seguito della normativa attuativa del Decreto Ministeriale n.166/2001 Disposizioni in materia di accreditamento dei soggetti attuatori nel sistema di formazione professionale molte Regioni hanno riconosciuto anche a società di lavoro interinale, società di ricerca e selezione e altri soggetti la possibilità di svolgere attività denominate ‘orientamento’ e di richiedere per questo fondi pubblici.

Allo stesso modo la cosiddetta Legge Biagi (o, per essere più precisi, il DL n. 276/2003 Attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro, di cui alla legge 14 febbraio 2003, n. 30) prevede (art.2) che le attività di orientamento professionale possano essere svolte anche da soggetti privati (le Agenzie per il lavoro).

C’è un accordo generale sul fatto che ibeneficiari delle attività di orientamento hanno diritto a una informazione/consulenza imparziale.

Così ad esempio AIOSP Associazione Internazionale per l’Orientamento Scolastico e Professionale www.iaevg.org (la maggiore organizzazione del settore a livello internazionale): Educational and vocational guidance services provided must guarantee impartiality and confidentiality (Dichiarazione di Parigi, 17 settembre 2001), e in Italia, ASSIPRO, Associazione Italiana Professionisti dell’Orientamento www.assipro.it. Art 15 del Codice Deontologico. Lo stesso concetto è riaffermato anche in tutti i codici di condotta delle altre organizzazioni professionali di operatori di orientamento stranieri.

Lo svolgimento di attività di orientamento da parte di soggetti i cui obiettivi principali sono organizzare corsi di formazione o fornire personale alle imprese mette in pericolo l’imparzialità delle attività di orientamento (da un certo punto di vista è come avere un medico di base pagato da una casa farmaceutica).

E’ necessaria al più presto una normativa che riconosca e assicuri l’imparzialità delle attività di orientamento.

DM 166/2001 e Legge Biagi: i rischi per l’orientamento

Articolo contenuto sul sito www.orientamento.it. Autore © Leonardo Evangelista (www.leonardoevangelista.it). Ultima modifica 31.12.2005. L’articolo rispecchia le opinioni dell’autore al momento dell’ultima modifica. Può essere riprodotto (stampa dal sito per uso personale o fotocopia per uso didattico) citando la fonte.

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