Centri per l’impiego: è una questione di efficacia ed efficienza? | Sviluppo Lavoro Organizzazione

Centri per l’impiego: è una questione di efficacia ed efficienza?

Lo scorso anno in parallelo alla discussione sullo scioglimento delle province è esplosa la questione dei Centri per l’impiego (CpI). La discussione ha subito assunto toni accesi legata al costo dei servizi offerti dal pubblico. Sergio Rizzo  sulCorriere della Sera si chiedeva se il costo unitario di ogni posto di lavoro, più di 13 mila euro, valesse la pena. “I numeri rappresentano una sentenza inappellabile. Negli ultimi sette anni hanno trovato occupazione attraverso i CpI non più di 35.183 persone ogni dodici mesi”. La sentenza che Rizzo riporta è molto chiara, i CpI sono “uno strumento che esce bocciato dall’esame dei dati, perché errare è umano ma perseverare diabolico. Piuttosto, destiniamo le risorse (…) ai giovani che vanno in azienda a fare tirocini o stage, anziché impiegarle per creare altri posti inutili in quegli uffici pubblici”.

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Un pensiero riguardo “Centri per l’impiego: è una questione di efficacia ed efficienza? | Sviluppo Lavoro Organizzazione”

  1. Io sono una collaboratrice e opero in un centro impiego da ormai oltre 16 anni. Secondo me non è una questione di efficacia ed efficienza ma è una questione politica….nel senso che il servizio pubblico è politicizzato (non molto diversamente da al privato e magari colludono). Gli impiegati stabili magari per alcune funzioni sono obsoleti e vorrebbero andare in pensione come molti altri. L’assenza di turnover più adeguato all’attuale contesto socioeconomico e problemi organizzativi a più alto livello sono II problema. ed è qui il punto. I problemi sono ai livelli alti ed è lì che bisognerebbe agire. Non tra il personale che fa fatica a lavorare! Diversamente si riperpetua la solita ed ennesima storia. E guardate che questo non è un discorso da persona interessata perché sono collaboratrice in un centro impiego. sembra esistere una norma implicita nella cultura organizzativa e politica di questo paese: il servizio pubblico non deve funzionare!!! Ma vi assicuro che non è così grazie al personale stabile e ai precari che con l’aiuto di Responsabili faticano (parlo di Milano e provincia) ma agiscono, fanno, si attivano..mentre si sentono dire che sono fannulloni o magari si ritrovano sempre più con minori risorse!!! Si dovrebbe investire di più, altro che tagliare!!! Chi si occupa della disoccupazione degli adulti? Di raccogliere la loro domanda ad esempio?

    Bisognerebbe casomai controllare chi decide e a nome di chi..secondo me è necessario oggi più che in altri momenti una inversione culturale e organizzativa che parta dall’alto non dai soliti livelli intermedi se non quelli bassi!!!
    Se i livelli alti fossero il vero oggetto della riorganizzazione sarebbe più logico, si lancerebbe un messaggio di volontà di far (con fatica ovviamente) partire la macchina e magari si recluterebbe una classe dirigente che crede veramente in ció che fa, nell’interesse della collettività! Non ci sarebbero i soliti. Io credo che se si volesse si potrebbe cambiare e far funzionare il servizio pubblico…ci credo, nel mio piccolo agisco e vorrei tanto che chi parla di centri impiego ascoltasse di più chi vi lavora dentro. Ci sono tanti stereotipi e immagini distorte del servizio pubblico, in parte reali e in parte create ad hoc. Questo è un dato di fatto,

    Alessandra Gallo

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