EU Immigration Portal

L’Unione europea ha messo a punto un sito dedicato ai sogetti interessati a trasferirsi nell’Unione Europea.

Vedi il sito: EU Immigration Portal

Nuovo: L’Atlante del Lavoro e delle Qualificazioni

L’Atlante del Lavoro e delle Qualificazioni è l’esito di un lavoro di ricerca intervento condotto dall’Inapp a partire dal 2013. La ricerca è stata condotta con un Gruppo tecnico costituito dal Ministero del lavoro e dalle Regioni, che si è avvalso dell’assistenza tecnica di Tecnostruttura. La ricerca intervento è stata realizzata nell’ambito del più ampio tema relativo al Repertorio Nazionale delle qualificazioni, così come previsto all’Art. 8 del Decreto Legislativo n.13 del 16 gennaio 2013, che mira ad un riordino del “sistema delle qualificazioni” del nostro Paese, inserendo in una stessa cornice qualificazioni rilasciate in diversi ambiti come: scuola, università, istruzione e formazione professionale di primo livello e superiore, le qualificazioni regionali, le qualificazioni acquisite per il tramite di un contratto di apprendistato, le professioni normate a vari livelli e in diversi contesti.

Vai all’Atlante: Home | INAPP

VET toolkit for tackling early leaving | Cedefop

Un nuovo database da CEDEFOP con buone pratiche per ridurre l’abbandono scolastico.

Source of support to policy makers and education and training providers A Europe-wide toolkit inspired by successful VET practices in helping young people to attain at least an upper secondary qualification.

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Search vacancies – European Commission

Questo sito, messo a punto dalla Commissione europea, dà informazioni sulle possibilità di volontariato all’estero in progetti finanziati dall’Unione europea.

vedi: Search vacancies – European Commission

 Ti alleno alla vita! (Segue fattura) – Corriere.it

un life coach. Un allenatore alla vita. Ne avevo intervistati diversi e sapevo che il loro servizio consiste nel raggiungere un obiettivo mirato in tempi concordati. Perfetto, perché per me un problema chiama sempre una soluzione, rapida e concreta. Mi sono detta: proviamoci. Cos’è successo? Ve lo racconto. «Voglio che la mia autostima risalga», dico al primo incontro. Il mio life coach, M.B., mi guarda. Propone di iniziare un percorso di sei – otto sedute, come mi aspettavo. Le amiche, la sera, mi chiedono: «Come fai a fidarti di uno sconosciuto, senza un titolo legalmente riconosciuto? Perché non vai da uno psicoterapeuta iscritto a un ordine?». La mia risposta: «Il percorso psicoterapeutico è lungo, il coach va diritto all’obiettivo. E poi sono cose diverse». Sì, ma quanto? Un life coach può essere d’aiuto – nelle scelte di lavoro, nelle difficoltà personali – o c’è il rischio di ritrovarsi vittime di improvvisatori, pasticcioni e aspiranti santoni? Il rischio, in effetti, c’è, qui a essere fondamentale è l’attenzione nella scelta. Cominciamo col dire questo: un buon coach non dà consigli.

Continua a leggere http://www.corriere.it/sette/17_maggio_11/life-coach-lifecoach-ti-alleno-vita-segue-fattura-84eeb6ec-35a7-11e7-ae5c-ac92466523f8.shtml

Quattro mesi per trovare un mago del software – La Stampa

In questo mondo e in questo tempo i più ricercati sono gli analisti e progettisti di software, siano essi specialisti, tecnici o dirigenti. Battono di poco gli ingegneri energetici e meccanici, anche loro molto richiesti. Buon sintomo di progresso, se non fosse che, per entrambi i profili, quasi un’impresa italiana su due deve setacciare il mercato dei senzalavoro per quattro o più mesi prima di darsi soddisfazione. Basterebbe avere il giusto curriculum e il gioco sarebbe fatto. Invece no. Le competenze latitano più del previsto, soprattutto nei domini tecnologici. Anche per questo il rapporto fra domanda e offerta di impiego, nella stagione della rivoluzione digitale, è tutto meno che vicino all’equilibrio.

Continua a leggere http://www.lastampa.it/2017/05/20/economia/quattro-mesi-per-trovare-un-mago-del-software-dGIIGZgtZtgy3zBUC5ClCM/pagina.html

Una start-up su due chiude entro i primi 5 anni – La Stampa

Tante volte sono la speranza di giovani alla ricerca di un’opportunità di lavoro, altre volte sono il frutto di un’idea imprenditoriale di chi vuole realizzarsi autonomamente. Le start-up, le giovani imprese, nascono molto velocemente e in modo trasversale. Se non raggiungono gli obiettivi fissati, finiscono rapidamente in declino. Lo dicono i nuovi numeri Cgia, l’associazione degli artigiani di Mestre: secondo un’elaborazione realizzata dall’Ufficio studi, più di un’impresa su due (precisamente il 55,2%) chiude i battenti entro i primi 5 anni di vita. «Un dato molto preoccupante che evidenzia la grave difficoltà che stanno vivendo le imprese, soprattutto quelle guidate da neoimprenditori» dice l’associazione.

La quota più elevata di mortalità si riscontra nelle costruzioni (62,7%), nel commercio (54,7%) e nei servizi (52,9%). Più contenuto degli altri, invece, è il dato dell’industria (48,3%)

Sorgente: Una start-up su due chiude entro i primi 5 anni – La Stampa