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Bilancio di competenze e orientamento
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Commenti [3]
Da : igino camerota
Gentile Leonardo Evangelista,
ho letto con molta attenzione il suo intervento.
Molto interessante e, soprattutto, utile.
In Italia sul "Bilancio" e, più in generale sull'"Orientamento" c'è ancora tanta confusione, superficialità, impreparazione.
Pensi, io sono sociologo e, in nessun esame, anche solo per sbaglio, mi sono trovato ad affrontare tali tematiche.
Le mie lacune, alla prima seria esperienza di lavoro (coordnamento e docenze all'interno di due istituti penitenziari), inesorabilmente, son venute fuori.
Per questa ragione, ho optato per percorsi didattiici differenti che, fortunatamente, hanno dato frutti (per i corisi) e soddisfazioni (per me).
Apprezzo molto il suo lavoro e i servizi che, attraverso il suo sito, riesce a fornirci.
La lettura del suo articolo ha rappresentato una buona pportunità di rescita ed aggiornamento.

Grazie per l'attenzione e complimenti per il suo intervento

Igino Camerota, sociologo, 27 anni.
bilancio di competenze
Da : paola gire
ciao Leonardo
ho letto i tuoi articoli più recenti in merito al Bilancio e li trovo estremamente interessanti.
proprio in questi giorni sto leggendo un altro testo di Salvatore Russo Il bilancio di competenze : una storia europea...
e mi ritrovavo a fare riflessioni molto simili a quelle fatte nel tuo articolo e mi trovo concorde nel sottolineare come non sia necessario o fattibile creare appositi centri di bilancio in Italia ( dove tra l'altro ancora non è condivisa la definizione di competenze e il relativo processo di riconoscimento/validazione e certificazione....)
Continuo però a pensare e verificare con il mio lavoro, come il BdC possa essere comunque una grande risorsa da utilizzare per completare il panorama eterogeneo dei vari e possibil interventi formativi sul nostro territorio nazionale.
Nella mia esperienza, è stato veramente significativo vedere come il metodo abbia potuto essere di utilità in differenti modalità di incontro con utenti che hanno via via manifestato richieste sempre differenti.
Incontrare utenti in formazione o inoccupati, ma con esperienze di vita molto ricche, è stato decisamente stimolante , e seppur non potendolo formalizzare tale orientamento come attività di bilancio, mutuarne il metodo mi ha permesso di ottenere e condividere buon risultati.
grazie ancora per il tuo contributo critico e costruttivo
buon lavoro

bilancio di competenze e orientamento
Da : Roberta Fefè
Gentile dott. Evangelista,
ho letto i suoi contributi in merito al bilancio di competenze ed alle funzioni della consulenza di orientamento, e mi ritrovo nelle sue riflessioni. Da diversi anni mi occupo di servizi per il lavoro, e, anche attraverso attività di ricerca in Isfol, ho diverse volte incontrato Centri per l'impiego interessati all'utilizzo del bilancio di competenze. A titolo del tutto personale, ritengo che tale interesse vada contestualizzato entro rappresentazioni specifiche delle funzioni dei servizi erogati dai centri per l'impiego ed alle modalità con cui negli anni, si è articolata la funzione dei servizi di consulenza di orientamento in rapporto alla finalità, nello specifico, del favorire l'incontro domanda offerta. In merito ho trovato molto interessante un contributo di Jean Guischard sull'evoluzione delle pratiche e dei modelli di orientamento.
La sensazione è che spesso l'interesse per le pratiche di orientamento corrisponda ad una rappresentazione dei servizi di incontro domanda offerta, che segue la logica della 'persona giusta al posto giusto', secondo un orientamento che interviene sulle competenze quale fattore che pone a carico dell'individuo la riuscita dei rapporti lavorativi, e la competenza come insieme di attributi connessi al posto di lavoro, mentre recenti studi indicano come la produttività, e dunque la riuscita dei rapporti lavorativi, sia anche una qualità delle relazioni fra individui e contesti.
Tale approccio all'orientamento risente a mio avviso di una sorta di pregiudizio individualista anche sul costrutto stesso di competenza, spesso intesa come fattore a carico delle aspettative ed interessi individuali, che tralascia dimensioni squisitamente relazionali del rapporto fra individui e contesti entro le quali le competenze stesse si organizzano.
Logiche del tipo 'la persona giusta al posto giusto', si basano su una visione deterministica dei contesti organizzativi, presupponendo che determinate caratteristiche di contesto 'date' possano essere incrociate con determinate caratteristiche delle persone. In quest'ottica, il bilancio di competenze, risponde all'esigenza di rendere 'oggettivabili' fattori soggettivi che intervengono nell'orientare la ricerca di lavoro o la costruzione di progetti di sviluppo professionale, perdendo di vista una diversa finalità che renderebbe più coerente il bilancio di competenze con le finalità dei servizi di orientamento: rendere esperienze di lavoro, formazione etc... pensabili, dotate di senso e progettabili.
In questa direzione, penso che sarebbe interessante anche con attività di ricerca fare una riflessione sul rapporto fra dispositivi di intervento utilizzati per i servizi di orientamento e modelli metodologici (teorie della tecnica, teorie dell'organizzazione, teorie del rapporto individuo-contesto) che ne reggono l'utilizzo entro i diversi contesti di riferimento.
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