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Commenti [17] |
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Da : Leonardo Evangelista
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| Empoli |
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Da : lorenzo barbagli
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| condivido e firmo il manifesto |
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Da : mariella moglia
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Sono completamente d'accordo con quanto scritto da Leonardo.
Aggiungerei che , da quando mi occupo di orientamento, dal lontano 1996, ho visto cambiare e migliorare le diverse prassi ed anche lo scopo ed il fine: da un orientamento di tipo esclusivamente scolastico, utilizzato per "consigliare" adolescenti nella scelta di percorsi successivi,( che spesso venivamo ignorati ), si è passati all'introduzione e l'applicazione di diverse attività formative professionali, rivolte ai disoccupati, a chi veramente ha bisogno di una persona competente che possa aiutare in momenti tragici quali la perdita del lavoro (con l'affitto da pagare).
Secondo me , quindi , stiamo andando nella direzione giusta perchè è incommensurabile la gratificazione che un'operatrice può ricevere aiutando davvero una persona in cerca di lavoro! |
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Da : Antonia Ruggieri
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| condivido e sottoscrivo |
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Da : Alessandra Gallo
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Condivido quanto affermato. purtroppo le logiche attraverso le quali il sistema si muove sono di natura politica ed economica. Sono un pò pessimista anche se è vero che i cambiamenti avvengono agendo.
Alessandra Gallo |
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Da : Paola Girelli
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Da : Andrea Cerne
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In linea di massima i propositi sono pienamente condivisibili.
Attenzione però a non creare la solita cosa all'italiana dove non si valuta la capacità dell'orientatore, bensì l'appartenenza a determinati contesti professionali o solo attraverso i titoli. In Italia, proprio perché non regolamentata, la professione dell'orientatore si trova ad avere operatori che hanno percorsi scolastici e professionali diversi tra loro, ma non meno ricchi.
Attenzione anche a non dar vita ad un nuovo albo professionale o peggio venir risucchiati da altri albi professionali, come quello degli psicologi.
Saluti |
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Da : Maria Luisa Falletta
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| condivido e firmo |
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Da : Sergio Bevilacqua
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| Penso che l'iniziativa di Evangelista sia assolutamente coerente con le esigenze del nostro paese dal momento che una società occidentale che fa i conti con un'economia globalizzata deve assicurare un supporto alle persone per l'elaborazione di un progetto professionale. Il rischio è che la mancanza di reti e supporti non contenga la portata esplosiva della flessibilizzazione del mercato del lavoro. Inoltre penso sia interessante perchè da voce agli operatori in un paese in cui, sopratutto nelle organizzazioni pubbliche, è scarsa l'attenzione alla dimensione specialistica e prevalgono logiche politiche spesso poco attente ai bisogni degli utenti. Questo manifesto costituisce un ambito di dialogo con le istituzioni e con i policy makers molto utile e di cui approfittare e quindi auguro ad Evangelista che le adesioni aumentino a vista d'occhio nelle prossime settimane. |
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Da : maria bellipanni
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| condivido in tutti i suoi punti e sottoscrivo il manifesto |
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Da : Laura Spampinato
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L'appartenenza ad una comunità professionale è indispensabile. In ogni momento, durante lo svolgimento delle nostre attività di sportello o studio, apprendiamo qualcosa che, prima o poi, risulta utile a chi a noi si rivolge per indirizzo e sostegno, ma l'orientamento non può essere elargito e macinato senza pause di riflessione comune fra professionisti e senza occasioni di ricerca. Per riflettere insieme in modo produttivo abbiamo necessità di tempo sufficientemente lungo negli incarichi da consentire monitoraggi sui risultati raggiunti, e di condividere fra noi non solo contenuti ma anche sentimenti, etica, impegno nello sviluppo di politiche attive nuove e interessanti. In questi anni abbiamo sperimentato tanto, spesso non ottenendo riconoscimenti. Auguro che l'esposizione di questo manifesto renda evidenza all'utilità sociale di quanto stiamo elaborando e sperando di realizzare, maturando e unendoci. Grazie per la costanza del tuo impegno, Leonardo.
Consulente |
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Da : Fiammetta Pancera
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Dipendente e consulente
Condivido e sottoscrivo |
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Da : Claudia Toniolo
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Importante e utile, soprattutto a salvaguardia di competenze professionali, spesso carpite, utilizzate e tradotte in esercizietti che, in forma schematica e rigida, non producono nessun benessere ma anzi ulteriori disagi sommati a quelli scolastici.
Mi sembra fondamentale valorizzare anche i diversi livelli di interventi di orientamento e formazione, valutandone l'impatto emotivo, cognitivo, sociale a tutela degli utenti che, solitamente non hanno la possibilità di scegliere e subiscono la "somministrazione" di un modello che va per la maggiore in un determinato periodo o zona politicamente connotati.
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Da : Antonietta Franesi
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| Condivido e sottoscrivo |
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Da : giuseppe adamo
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| Condivido il manifesto in ogni sua parte e lo sottoscrivo. Giuseppe Adamo Alcamo (TP). |
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Da : Maria Sberze
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| Penso sia molto importante fare il possibile perché l'Italia dedichi all'orientamento lo spazio e le risorse che merita. Come scrive Leonardo, questo avviene già in altri paesi con notevoli benefici per tutti. Personalmente ho avuto la possibilità di lavorare come orientatrice in Inghilterra, dove questo settore è ben regolamentato e dove l'orientamento raggiunge ottimi livelli di qualità. E' molto bello poter fare bene il lavoro che si ama e che può davvero contribuire a migliorare la vita di altre persone. Per questo sottoscrivo il manifesto con ottimismo! |
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Da : wandisa marsillo
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| F.P., dipendente di ente privato, mai "riconosciuta contrattualmente orientatrice" pur con formazione e riconversione Regionale dallo stesso, oriento ora presso le Politiche Attive della Provincia, adulti del Programma PARI. (sic!) Condivido da sempre l'esigenza del riconoscimento, pur da diversi percorsi professionali. Ad majora? Sottoscrivo. w.marsillo |
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