L’analisi della domanda in un colloquio di consulenza di orientamento

L’analisi della domanda in un colloquio di consulenza di orientamento

Questo articolo descrive in maniera sintetica le operazioni logiche che fa un consulente di orientamento quando lavora con una persona adulta. Per tutte le definizioni e gli approfondimenti vedi gli altri articoli del sito.

1. La prima domanda da farsi è: ‘L’utente mi porta un problema orientativo?’ Se no, il consulente fa un rinvio al servizio o figura professionale che può occuparsi del problema dell’utente. E lo stesso farà nei casi in cui si renda conto che l’utente ha un problema orientativo ma anche altri tipi di problema (depressione, scarse abilità sociali, indigenza e così via) Se invece l’utente ha un problema orientativo allora il colloquio prosegue.

2. Il problema orientativo è di natura solo informativa? Se sì il consulente fornisce le informazioni e/o aiuta l’utente a mettere a punto un piano per reperire le informazioni oppure, se presso il suo luogo di lavoro c’è un sevizio dedicato all’erogazione di informazioni orientative, rimanda l’utente a tale servizio. Se invece l’utente non ha un problema di natura informativa il colloquio prosegue.

3. L’utente ha un problema di consulenza orientativa? Se sì il consulente inizia a lavorare sul tipo di problema, in particolare i casi più comuni sono tre:

  1. L’utente non ha un obiettivo professionale o non ce l’ha realistico. In questo caso il consulente può proporre un bilancio di competenze oppure svolgere una consulenza non strutturata rivolta alla definizione di un obiettivo professionale.
  2. L’utente ha un obiettivo professionale ma ha una impiegabilità scarsa e non sa come strutturare un percorso di professionalizzazione per migliorarla. In questo caso il consulente lavora per mettere a punto un piano d’azione per il miglioramento delle abilità dell’utente. Questo piano d’azione dovrebbe essere strutturato tenendo conto dello stile di apprendimento preferito dell’utente e dei suoi vincoli relativi al tempo disponibile e alla somma da spendere per pagare percorsi formativi formali, oltre che dell’offerta formativa formale accessibile per l’utente.
  3. L’utente ha un obiettivo professionale e una impiegabilità sufficiente per essere preso in considerazione dai possibili datori di lavoro ma non sa come condurre una ricerca di lavoro efficace. In questo caso il consulente aiuterà l’utente a migliorarla, lavorando, a seconda dei casi, sulla strutturazione degli strumenti di ricerca (curriculum, messaggio di accompagnamento del curriculum, eccetera), sul numero di contatti settimanale, sulla prevenzione della demoralizzazione e così via.

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Collocato su internet il 8 dicembre  2013. Ultima modifica 8 dicembre 2013. Articolo contenuto sul sito www.orientamento.it. Autore © Leonardo Evangelista. L’articolo rispecchia le opinioni dell’autore al momento dell’ultima modifica. Vedi le indicazioni relative a Informativa Privacy, cookie policy e Copyright.

 

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